Investire in una centrale geotermica: utopia o possibilità reale?

centrale geotermicaUna centrale geotermica come oggetto di investimento? Una possibilità da non sottovalutare!

In questo articolo voglio spiegarti che cos’è una centrale geotermica e perché può essere un ottimo investimento.

Gli investimenti in geotermia hanno caratteristiche molto simili a quelli in altre fonti rinnovabili: hanno un tasso di rischio mediamente basso, possono avere altissime rendite e salvaguardano l’ambiente.

Che cos’è la geotermia?

Quando si parla di geotermia, si parla di calore che deriva della terra. Sotto i nostri piedi, più si va in profondità avvicinandosi al nucleo terrestre, più la temperatura del terreno aumenta. Considera che a 100m di profondità la temperatura è di circa 14° costanti, estate e inverno.

In alcune zone, però, puoi trovare temperature altissime già a poche centinaia di metri, o al massimo a qualche km di profondità. Sto parlando di temperature che possono superare i 250/300°.

Una centrale geotermica utilizza il calore terrestre per produrre energia termica ed elettrica ed è progettata in maniera diversa a seconda del tipo di risorsa geotermica presente e delle esigenze energetiche.

La risorsa geotermica è costituita, di solito, da una falda acquifera ad alta temperatura. Questo fluido, che può essere ad acqua dominante o a vapore dominante, è costantemente riscaldato dalla terra e dalle rocce adiacenti alla falda.

Lo scopo di una centrale geotermica è quello di prelevare questo fluido ed utilizzarlo per produrre calore ed energia elettrica da utilizzare o vendere.

Il vantaggio dell’energia geotermica sta nel fatto che la sua risorsa è costante. È disponibile 365 giorni all’anno e 24 ore al giorno finché il nucleo terrestre rimarrà caldo (quindi credo che per qualche miliardo di anni potremo stare tranquilli).

Questo determina, nel caso di una centrale geotermica, una produzione di energia costante, a differenza di tutti i sistemi a fonte solare, strettamente legati alla presenza del sole o degli impianti eolici, che producono energia solamente in presenza di vento.

Come utilizzare la risorsa geotermica

Come ho accennato sopra, la risorsa geotermica può avere temperature diverse in base alla zona. Siccome la temperatura è strettamente legata al concetto di entalpia (quantità di energia scambiabile con l’ambiente), le risorse geotermiche vengono divise in 3 categorie:

  • Bassa entalpia – dai 10° ai 90°
  • Media entalpia – dai 90° ai 150°
  • Alta entalpia – oltre i 150°

Bassa entalpia – Se ti trovi davanti al primo caso potrai utilizzare la risorsa per riscaldare gli ambienti domestici tramite una pompa di calore geotermica (con risorse mediamente fino a 25°), per il riscaldamento di centri termali e piscine (40/60°) o per alimentare reti di teleriscaldamento (con risorse oltre i 60/70°).

Media entalpia – Nel secondo caso potrai, invece, utilizzare la risorsa per produrre energia elettrica tramite turbine. Il calore residuo in uscita dalla turbina può essere sfruttato in loco o tramite rete di teleriscaldamento.

Alta entalpia – Il terzo caso è simile al secondo (media entalpia), ma avendo temperature più alte è possibile produrre maggiore energia, magari con più cicli e più turbine.

Come trasformare il calore in energia elettrica

Ho parlato di turbina, ma vorrei spiegarti brevemente come funziona e come viene trasformato il calore in energia elettrica.

La turbina è una macchina che trasforma la spinta del vapore in movimento rotatorio. Alla turbina è collegato il generatore di corrente che produce energia elettrica.

Ovviamente ho iper semplificato il concetto, ma è solo per capirci.

Le centrali geotermiche classiche (sistemi flash) prelevano il fluido dalla fonte, separano il liquido dal vapore ed utilizzano il vapore direttamente in turbina. La parte liquida viene reimmessa nel terreno. Eventuali gas incondensabili (cioè che rimangono allo stato gassoso come la CO2) presenti nella risorsa vengono emessi in ambiente. Questo vuol dire produrre “energia pulita, ma non troppo”, come per gli impianti a biomasse.

Le centrali geotermiche di nuova generazione (a ciclo binario), invece, prelevano il fluido caldo solamente per riscaldare un secondo fluido di lavoro (in un secondo circuito chiuso) e viene immediatamente reimmesso all’interno del pozzo. Solamente questo secondo fluido di lavoro (anch’esso in un circuito chiuso) viene vaporizzato e iniettato in turbina.

Così facendo il pozzo geotermico rimane totalmente inesauribile ed eventuali sostanze inquinanti rimangono all’interno della falda, senza entrare in contatto con la superficie terrestre o con altri componenti dell’impianto.

  • Emissioni di CO2 o di altre sostanze inquinanti: ZERO!
  • Rischio di esaurimento della risorsa negli anni: ZERO!

Le centrali geotermiche oggi

L’Italia è molto ricca di risorse geotermiche, in primis in Toscana e a seguire in Sardegna e nel Lazio.

Ad oggi tutte le centrali attive in Italia sono della “vecchia generazione”, centrali in cui viene utilizzato direttamente il fluido geotermico come fluido di lavoro.

Sono, però, già molti i progetti di centrali geotermiche a ciclo binario, ovvero di nuova generazione. Alcuni di essi sono, tra l’altro, già stati autorizzati.

Patria di questa nuova era del geotermico italiano è in assoluto la Toscana, culla del primo impianto geotermico al mondo (Larderello, 1904). La Toscana conta, ad oggi, circa 900MWp di impianti installati con una produzione di oltre 5 milioni di MWh/anno, che equivalgono a circa 35% della produzione elettrica della Regione. Considera che l’80% della produzione elettrica toscana arriva da rinnovabili. Chapeau!

In Italia il ciclo binario, quello che caratterizza le centrali geotermiche di nuova generazione, viene ancora vista come tecnologia sperimentale. In gran parte dell’Europa, invece, il ciclo binario è già ampiamente utilizzato. In Germania, specialmente in Baviera, non è strano imbattersi in una centrale geotermica in centro città, in quanto oltre ad essere totalmente ad impatto zero, le centrali di nuova generazione sono anche più silenziose ed urbanamente compatibili.

L’Islanda è quasi totalmente fossil-free. In Islanda l’energia elettrica è prodotta quasi al 100% da fonti rinnovabili, principalmente da fonte idroelettrica e geotermica. La geotermia in Islanda soddisfa anche l’87% della domanda di acqua calda e riscaldamento. Non da meno la Svezia, il cui obbiettivo a breve termine è quello di diventare totalmente libera dalle fossili.

La vera rivoluzione del ciclo binario è il fatto di poter costruire centrali geotermiche ovunque ci sia la risorsa, anche in centro città, creando reti di teleriscaldamento locali per sfruttare al meglio il calore.

Investire in una centrale geotermica

Se stai cercando un investimento che possa restituirti delle ottime rendite e sei particolarmente interessato al settore delle rinnovabili, il geotermico potrebbe essere tra le soluzioni da valutare.

Ti spiego subito una cosa. In Italia il sottosuolo è pubblico, quindi un bene del demanio. Anche se al di sotto di un terreno di tua proprietà. Chiunque, però, può richiedere un’autorizzazione per eventuali interventi finalizzati alla costruzione di un impianto geotermico.

Le procedure sono sicuramente tortuose in quanto ci sono molti aspetti in gioco tra cui valutazioni di impatto ambientale, paesaggistica, aspetti idrogeologici etc…

Nella maggior parte dei casi l’iter autorizzativo e valutativo è di competenza delle Regioni in base alle rispettive leggi regionali. In alcune zone, soprattutto per piccoli impianti, le competenze autorizzative potrebbero rimanere a livello provinciale.

Il progetto va costruito, nel senso che in base ai tuoi obbiettivi dovrai valutare taglia dell’impianto, zona di realizzazione e interventi esterni (ad esempio reti di teleriscaldamento).

Come per gli impianti di cogenerazione o solari a concentrazione, il ritorno economico di una centrale geotermica deriva dalla vendita di energia termica ed elettrica (rendita) o dal loro autoconsumo (risparmio).

Importantissima, quindi, la fase di valutazione del proprio progetto.

Cosa fare con l’energia geotermica?

Innanzi tutto voglio precisarti che il massimo del rendimento di un investimento in energia geotermica si ha quando l’impianto lavora in cogenerazione, ovvero quando si sfrutta sia l’energia elettrica prodotta che il calore.

L’energia elettrica puoi venderla in rete, percependo per 20 o 25 anni (in base alla taglia) un contributo da parte del GSE. Oppure puoi auto-consumarla se l’impianto viene installato nei pressi di una tua struttura. Puoi vendere l’energia termica, generalmente sotto forma di acqua calda o vapore, ad una o più utenze termiche (ospedali, piscine, hotel, condomini, aziende, etc…) oppure venderla in rete, se nei dintorni è presente una rete di teleriscaldamento e le temperature sono sufficienti. O ancora puoi auto-consumarla se l’impianto sorge nei pressi di una tua struttura.

Le dinamiche e le possibilità son davvero molte e in italia sono presenti moltissime risorse geotermiche da sfruttare, anche se non distribuite omogeneamente.

Se stai valutando un investimento in energie rinnovabili è importante che tu abbia una veduta molto ampia su quelle che sono le possibilità. Che tu ti trova in una zona geotermica, ventosa, ricca di fiumi o perennemente soleggiata, puoi fare delle risorse rinnovabili la tua fonte di reddito e fare del bene al pianeta, nonché alle generazioni future.

Se non sai da dove partire puoi cominciare scaricando la guida gratuita qui sotto! Ti aiuterà a fare un po’ di chiarezza sul mondo degli investimenti in energie rinnovabili.

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Un commento su “Investire in una centrale geotermica: utopia o possibilità reale?”

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